La sicurezza sul lavoro non è una formalità da archiviare con un attestato.
Nel 2026, con l’entrata a regime delle nuove disposizioni dell’Accordo Stato-Regioni (te ne abbiamo parlato qui), essere in regola significa saper dimostrare di aver organizzato correttamente la formazione di lavoratori, preposti e dirigenti.
Oggi vogliamo dirti cosa fare davvero per mettere la sicurezza al centro del tuo business, in modo pratico e senza errori.
Ma prima di tutti, chi deve formarsi?
Obblighi formativi: chi deve fare cosa
Lavoratori
Devono svolgere:
- formazione generale
- formazione specifica in base al rischio dell’azienda
- aggiornamento periodico.
La formazione deve essere coerente con le mansioni realmente svolte, non solo con il contratto.
Preposti
Il preposto è una figura centrale nella prevenzione:
- ha obblighi di vigilanza
- deve intervenire in caso di comportamenti non sicuri
- risponde direttamente del mancato controllo
Per questo la sua formazione è distinta e rafforzata rispetto a quella dei lavoratori.
Dirigenti
La formazione dei dirigenti:
- sostituisce integralmente quella dei lavoratori
- è focalizzata su organizzazione, gestione e controllo
- deve essere aggiornata periodicamente
Scadenze da non perdere nel 2026
Il 2026 è un anno di verifica e consolidamento.
Alcune date sono particolarmente rilevanti:
- molti attestati rilasciati negli anni precedenti entrano ora in fase di aggiornamento;
- le aziende devono dimostrare di aver adeguato i percorsi formativi alle nuove indicazioni;
- aumentano i controlli documentali sulla formazione svolta.
Rimandare significa esporsi a criticità evitabili.
Come organizzare davvero la formazione in azienda
Non basta “fare i corsi”: serve un metodo. Ecco i nostri suggerimenti:
- Fotografare la situazione reale
Il primo passo è una verifica concreta del tuo team:
- chi sono oggi lavoratori, preposti e dirigenti;
- quali mansioni svolgono realmente;
- quali corsi sono stati fatti e quando;
- quali attestati sono in scadenza.
Molte aziende scoprono solo in questa fase di avere ruoli non formalizzati o formazione non coerente.
- Costruire una mappa formativa aziendale
Una buona organizzazione passa da una mappa semplice ma chiara, che includa:
- ruolo aziendale;
- obblighi formativi collegati;
- data dell’ultimo corso;
- data del prossimo aggiornamento.
Questo permette di anticipare le scadenze, non subirle.
- Pianificare la formazione come processo, non come emergenza
Uno degli errori più comuni è attivarsi solo quando scade l’attestato.
Oggi è invece fondamentale:
- pianificare la formazione su base annuale;
- integrare i corsi nel calendario aziendale;
- scegliere modalità compatibili con l’organizzazione del lavoro (aula, videoconferenza, e-learning).
La formazione diventa così gestibile, non invasiva.
- Verificare la coerenza con la normativa aggiornata
Con le nuove indicazioni, non tutti i corsi “fatti in passato” sono automaticamente sufficienti.
Occorre verificare:
- durata;
- contenuti;
- modalità di erogazione;
- tracciabilità.
- Affidarsi ad una realtà formativa qualificata
Per molte imprese, soprattutto piccole e medie, gestire internamente il processo formativo interno è complesso.
Un supporto esterno qualificato consente di:
- evitare errori interpretativi;
- ottimizzare tempi e costi;
- avere un unico referente per sicurezza e formazione.
La sicurezza sul lavoro non è un costo, ma un investimento
Come dicevamo all’inizio di questo articolo, la sicurezza sul lavoro non è solo un obbligo normativo, ma un investimento strategico per l’impresa. Riduce il rischio di infortuni, fermi produttivi e sanzioni, contribuendo a garantire continuità operativa e stabilità organizzativa. Un’azienda che investe in sicurezza tutela le persone, protegge il proprio business e rafforza la propria affidabilità nel tempo.

